14 Dicembre 2025
LA PITTURA NEL CINEMA DI P.P.PASOLINI
Nel cinema vi sono molti registi che vengono dalla pittura, alcuni addirittura hanno studi d'arte come Derek Jarman che oltre a Blue, diventata un'installazione del racconto della sua vita su uno schermo blu, è famoso il suo Caravaggio. Oppure Peter Greenaway diplomato ad un'Accademia di Belle Arti inglesi con i suoi I misteri de Il Giardino di Compton House dedicato all'architettura barocca, o Il Ventre dell'Architetto dedicato all'opera visionaria e neoclassica di Etienne-Louis Boullée, o, ancora sempre suo Giochi nell'acqua dove splendide nature morte alla Baschenis, e caravaggesche vengono analizzate minuziosamente fino al buco del verme di una mela. Infine David Lynch, pure lui pittore, con le atmosfere surrealiste de I Segreti di Twin Peaks . In Italia in wikipedia Federico Fellini viene descritto pure come fumettista e ne ha prova di sue storytelling il bravo pittore Serafino Cesare che in cambio dei suoi disegni mandava al regista prosciutti di San Daniele. Ma lo stesso Dario Fo era diplomato all'Accademia di Belle Arti di Bologna. La pittura in questi registi era, a mio avviso, una componente culturale non strutturale. Cioè aiutava l'atmosfera del film o era dedicata alla vita di un artista. Ma il film non era costruito sulla pittura. Mentre nel caso di Pier Paolo Pasolini il cinema si rifà ai modelli pittorici dell'epoca. Molto probabilmente questo perché i film erano film storici ambientati nel Medioevo.