14 Dicembre 2025
LA SCULTURA, UN'ALTRA STORIA
La scultura sembra subire un “male oscuro” che pare portarla alla sua fine con la perdita di senso, da una parte, e dall'altra col tentativo di rinnovarsi dentro la tradizione, ma per ciò stesso questo ritorno ad una nuova figurazione ne segna il suo inizio e non la sua fine. Il Novecento è stato il secolo “breve”, oltre che per la storia umana, anche per le arti. Una analisi perfetta la fecero Germano Celant e Pontus Hulten con la mostra Arte Italiana-Presenze 1900-1945 nel 1989 a Palazzo Grassi in Venezia. Mostra in cui si evidenziava la “compressione” subita dall'arte grazie all'intervento massiccio delle Avanguardie artistiche che cambiarono i “connotati” estetici alla pittura ed alla scultura grazie al mutato uso dei materiali non più tradizionali che solitamente componevano queste espressioni creative. Vorrei proporre quindi un'indagine "indiziaria" su questo suo mutamento interno. E per fare ciò penso si debba guardare alla storia della scultura non con l'occhio delle categorie estetico artistiche dello "spirito del tempo", o delle scuole storiche che si creano attorno a personaggi più o meno forti, bensì a volo d'uccello come se la storia della scultura non avesse rotture epistemologiche fra stile e stile, ma che tutto fosse frutto della medesima unità storico/artistica.